Scala dei livelli colore capelli: guida per colorazioni vegetali
In breve:
- La scala dei livelli identifica la profondità del colore naturale dei capelli, dai toni più scuri ai più chiari.
- Le colorazioni vegetali lavorano principalmente per deposito e stratificazione, senza schiarire significativamente.
La scala dei livelli è un codice numerico che identifica la profondità del colore dei capelli, partendo dai toni più scuri fino ai più chiari. Ogni numero indica quanto è chiaro o scuro il capello di base, indipendentemente dalla tonalità. Accanto al livello, la cifra decimale (es. 6,3) specifica il riflesso, cioè la tonalità calda, fredda o neutra che caratterizza il colore finale.
Per chi sceglie una colorazione vegetale, questa scala è il punto di partenza obbligatorio, ma con un limite preciso: le erbe tintorie non ossidano né schiariscono come i coloranti chimici. Il colore di partenza definisce il confine di ciò che è realizzabile senza decolorazione.
- La scala misura la profondità del colore, non la tonalità.
- Il riflesso decimale (es. ,3 dorato; ,1 cenere) determina la tonalità percepita sul capello.
- Le colorazioni vegetali lavorano per deposito e stratificazione: scuriscono, coprono e arricchiscono, ma non schiariscono in modo significativo.
Indice
- Qual è la scala dei livelli 1–10 e come si usa?
- Come si legge il riflesso decimale (es. 6,3)?
- Perché il colore di partenza limita il risultato con le tinte vegetali
- Come scegliere livello e riflesso in base al sottotono e all’armocromia
- Quali fattori tecnici cambiano davvero il risultato finale?
- Come lavoriamo in salone: il workflow di Parrucchieretintenaturali Organic Milano
- Come preparare i capelli prima e mantenerli dopo la colorazione vegetale
- Punti chiave
- Perché la colorazione vegetale non è una scelta di ripiego
- Prenota la tua consulenza da Parrucchieretintenaturali Organic Milano
- Fonti e approfondimenti consigliati
Qual è la scala dei livelli 1–10 e come si usa?
La tavola dei livelli è uno strumento tecnico universale usato dai coloristi per comunicare con precisione. Ogni livello corrisponde a una profondità cromatica ben definita.

| Livello | Nome comune | Realizzabile con vegetale? |
|---|---|---|
| 1 | Nero profondo | Sì, con indaco e cassia |
| 2 | Castano molto scuro | Sì |
| 3 | Castano scuro | Sì |
| 4 | Castano medio | Sì |
| 5 | Castano chiaro | Sì |
| 6 | Biondo scuro | Sì, con miscele mirate |
| 7 | Biondo medio | Sì, su basi già chiare |
| 8 | Biondo chiaro | Solo su base già chiara (7–8) |
| — | Biondo molto chiaro | Richiede schiaritura previa |
| 10 | Biondo platino | Non realizzabile con solo vegetale |
I livelli 3–7 sono la zona dove le colorazioni vegetali esprimono il meglio: copertura uniforme, riflessi ricchi e durata superiore. Dai livelli 8 in su, senza una schiaritura preliminare, il risultato con erbe tintorie resta limitato. Alcune aziende aggiungono livelli 11 e 12 per prodotti superschiarenti chimici, ma non rientrano nel mondo delle tinture naturali.
Un consiglio: se desideri un livello più chiaro del tuo colore naturale, chiedi sempre una consulenza prima: in alcuni casi un balayage con argilla schiarente può avvicinarti al risultato senza compromettere la struttura del capello.
Come si legge il riflesso decimale (es. 6,3)?
Il numero prima della virgola indica il livello (profondità). Quello dopo la virgola è il riflesso primario, che definisce la tonalità percepita. Quando compaiono due cifre decimali (es. 7,34), la seconda è il riflesso secondario, che arricchisce o attenua il primario.
La codifica più diffusa nei prodotti professionali:
- ,0 neutro
- ,1 cenere (freddo, spegne i riflessi gialli)
- ,2 viola/irisé
- ,3 dorato (caldo, luminoso)
- ,4 rame (caldo, intenso)
- ,5 mogano
- ,6 rosso
Esempi pratici: 6,3 significa biondo scuro dorato, un colore caldo e luminoso adatto a chi ha un sottotono ambrato. Il codice 7,34 indica biondo medio con riflesso dorato principale e una nota ramata secondaria, perfetto per chi cerca calore senza eccedere nel rame. Un 5,1, invece, è un castano chiaro freddo, ideale per chi ha un sottotono rosato o bluastro.
Per i capelli castani con riflessi indesiderati caldi, un riflesso cenere (,1) aiuta a neutralizzare il giallo/arancio che emerge con la schiaritura.
Perché il colore di partenza limita il risultato con le tinte vegetali
Le tinte vegetali non contengono ossidanti né agenti alcalini forti. Non aprono la cuticola del capello per depositare pigmento in profondità come fanno i coloranti ossidativi: agiscono per deposito superficiale e stratificazione. Questo significa che partire da una base scura (livelli 1–3) per ottenere un biondo (livelli 8–10) richiede necessariamente una decolorazione chimica preventiva.
La porosità del capello cambia tutto. Un capello molto poroso, già trattato con decolorazioni o cheratina, assorbe il colore vegetale in modo irregolare e lo perde più rapidamente. I residui di silicone formano una barriera che impedisce alla miscela di erbe di penetrare correttamente.

Nel mondo delle colorazioni naturali si lavora per stratificazione: il “livello” diventa una valutazione della saturazione desiderata più che una misura di quanto schiarire. Miscelare diverse erbe tintorie in base alla percentuale di capelli bianchi evita trasparenze e rende il colore più omogeneo.
Un consiglio: se i tuoi capelli hanno subito trattamenti chimici recenti, chiedi un pretrattamento rinforzante ayurvedico almeno 2–3 settimane prima della colorazione. Migliora la struttura e garantisce un assorbimento più uniforme del colore vegetale.
Come scegliere livello e riflesso in base al sottotono e all’armocromia
Il sottotono della pelle è la chiave per scegliere un riflesso che valorizzi il viso invece di spegnerlo. L’armocromia divide le persone in quattro stagioni cromatiche, due con sottotono caldo (Autunno, Primavera) e due con sottotono freddo (Inverno, Estate).
Riflessi consigliati per stagione:
- Inverno/Estate (sottotono freddo): cenere (,1), viola (,2), mogano freddo. Evitare dorato e rame.
- Autunno/Primavera (sottotono caldo): dorato (,3), rame (,4), mogano caldo. Evitare cenere e irisé.
Mini-check in 3 domande prima della consulenza:
- Le vene del polso sono verdi/oliva (caldo) o blu/viola (freddo)?
- L’oro ti dona più dell’argento quando lo avvicini al viso?
- Il tuo colore naturale tende al dorato/ramato o al cenere/neutro?
Se hai risposto “sì” alle prime due, il tuo sottotono è probabilmente caldo: punta su riflessi dorati o ramati. Se hai risposto “no”, opta per riflessi freddi o neutri.
Checklist per la scelta del colore:
- Identifica il tuo livello naturale attuale (1–10).
- Decidi se vuoi scurire, mantenere o schiarire (e di quanti livelli).
- Scegli il riflesso in base al sottotono.
- Valuta la percentuale di capelli bianchi da coprire.
- Prenota una prova su ciocca prima del trattamento completo.
Per approfondire la scelta tra tonalità calde e fredde nel contesto di tecniche di schiaritura naturale, il salone offre consulenze dedicate.
Quali fattori tecnici cambiano davvero il risultato finale?
La cartella colori è uno strumento orientativo: i professionisti valutano sempre porosità e salute del capello prima di scegliere la miscela definitiva.
I fattori che influenzano il risultato con colorazioni vegetali:
- Porosità: alta porosità = assorbimento rapido ma tenuta ridotta.
- Elasticità: capelli fragili richiedono pretrattamenti rinforzanti.
- Residui chimici: silicone, cheratina e sali metallici bloccano il deposito del colore.
- Percentuale di capelli bianchi: oltre il 30% richiede miscele con maggiore copertura (più erbe coprenti come cassia e indaco).
- Struttura del pigmento naturale: capelli con melanina rossa o arancione richiedono riflessi compensativi.
Il patch test (almeno 48 ore prima) verifica la tolleranza cutanea agli ingredienti vegetali. La prova su ciocca permette di valutare resa cromatica, uniformità e tenuta prima di procedere sull’intera chioma. Entrambi sono procedure standard in un salone professionale.
Per i costi, una consulenza con prova su ciocca ha un prezzo variabile, mentre un trattamento completo di colorazione vegetale varia in base alla lunghezza e alla complessità della miscela. I ritocchi sono consigliati a intervalli regolari per mantenere la copertura e la freschezza del colore.
Un consiglio: se i capelli sono molto danneggiati, dai priorità a 2–3 sedute di trattamento rinforzante con erbe ayurvediche prima di procedere con la colorazione. Il risultato sarà più uniforme e duraturo.
Come lavoriamo in salone: il workflow di Parrucchieretintenaturali Organic Milano
Il processo in salone segue una sequenza precisa, pensata per garantire sicurezza e un risultato in linea con le aspettative. Il workflow di colorazione naturale comprende:
- Accoglienza e anamnesi: storia del capello, trattamenti precedenti, obiettivo cromatico.
- Analisi armocromica: identificazione del sottotono e della stagione cromatica.
- Patch test: eseguito almeno 48 ore prima del trattamento.
- Prova su ciocca: per verificare resa e uniformità della miscela vegetale scelta.
- Formulazione della miscela: selezione delle erbe tintorie in base a livello, riflesso e percentuale di capelli bianchi.
- Applicazione e tempi di posa: variabili in base alla miscela (generalmente 45–90 minuti).
- Risciacquo e trattamento post-colorazione: con prodotti bio per sigillare la cuticola e prolungare la lucentezza.
- Documentazione fotografica: foto prima e dopo per monitorare l’evoluzione nel tempo.
Come preparare i capelli prima e mantenerli dopo la colorazione vegetale
Prima della colorazione:
- Evita trattamenti aggressivi (cheratina, decolorazione) nelle 4–6 settimane precedenti.
- Esegui 1–2 sedute di trattamento rinforzante ayurvedico se i capelli sono fragili o porosi.
- Non applicare maschere a base di silicone nella settimana prima: creano una barriera che ostacola l’assorbimento delle erbe.
- Arriva in salone con i capelli puliti ma non appena lavati (un giorno prima è ideale).
Dopo la colorazione:
- Usa shampoo delicati biologici, privi di solfati aggressivi, per preservare i riflessi.
- Risciacqua con acqua fredda: sigilla la cuticola e mantiene la lucentezza più a lungo.
- Applica maschere nutrienti a base di erbe (amla, shikakai, fenugreek) ogni 1–2 settimane.
- Evita l’esposizione prolungata al sole senza protezione: i riflessi vegetali tendono a schiarirsi con i raggi UV.
- Pianifica i ritocchi ogni 6–10 settimane per mantenere la copertura e la freschezza del colore.
Per approfondire la manutenzione dei colori chiari naturali e la gestione dei riflessi biondi vegetali, il salone mette a disposizione una guida dedicata.
Punti chiave
La scala dei livelli 1–10 è lo strumento fondamentale per scegliere una colorazione vegetale realistica: conoscere il proprio livello di partenza e il riflesso desiderato è il prerequisito per qualsiasi consulenza professionale.
| Punto | Dettagli |
|---|---|
| Scala 1–10 | Il livello indica la profondità: 1 è nero, 10 è biondo platino; i livelli 3–7 sono ideali per le tinte vegetali. |
| Riflesso decimale | La cifra dopo la virgola definisce la tonalità: ,3 dorato (caldo), ,1 cenere (freddo), ,4 rame. |
| Limite delle piante | Le erbe tintorie non schiariscono: partire da una base scura per ottenere biondi chiari richiede schiaritura chimica preventiva. |
| Test su ciocca | La prova su ciocca è indispensabile per verificare resa e uniformità prima del trattamento completo. |
| Parrucchieretintenaturali Organic Milano | Offre consulenza armocromica, patch test, prova su ciocca e colorazione vegetale con ingredienti naturali, senza ammoniaca né PPD. |
Perché la colorazione vegetale non è una scelta di ripiego
C’è un malinteso diffuso: molte persone si avvicinano alle tinture vegetali pensando di “accontentarsi” di qualcosa di meno efficace rispetto al chimico. L’esperienza quotidiana in salone racconta una storia diversa.
Le colorazioni a base di erbe tintorie non competono con il chimico sul terreno della schiaritura aggressiva, ed è giusto così. Competono su un terreno completamente diverso: la salute del capello nel lungo periodo, la qualità dei riflessi su basi medie e scure, la compatibilità con pelli sensibili e la coerenza con uno stile di vita consapevole.
Il vero vantaggio non è solo l’assenza di ammoniaca o PPD. È che ogni seduta di colorazione vegetale è anche un trattamento: le erbe nutrono, rinforzano e migliorano la struttura del capello invece di degradarla. Chi passa dal chimico al vegetale nota spesso, dopo qualche mese, capelli più elastici e meno soggetti alla rottura.
Il limite reale è la schiaritura forte: su questo punto la trasparenza è doverosa. Ma per chi parte da livelli medi o scuri e vuole colori ricchi, copertura dei bianchi e riflessi luminosi senza compromettere la salute del capello, la cosmetica bio offre risultati che il chimico non può replicare in termini di benessere complessivo.
Prenota la tua consulenza da Parrucchieretintenaturali Organic Milano

Parrucchieretintenaturali Organic Milano è il riferimento a Milano per chi vuole una colorazione capelli senza compromessi sulla salute: nessuna ammoniaca, nessun PPD, nessun sale metallico, solo erbe tintorie e trattamenti ayurvedici certificati. La differenza concreta rispetto a un salone tradizionale è che ogni seduta inizia con una consulenza armocromica personalizzata e una prova su ciocca, così sai esattamente cosa aspettarti prima di procedere.
Il servizio di colorazione vegetale include analisi del capello, scelta della miscela di erbe in base al tuo livello e riflesso, applicazione in salone e trattamento post-colorazione. Puoi aggiungere un trattamento ayurvedico rinforzante se i capelli necessitano di un pretrattamento, oppure scegliere un balayage schiarente con argilla per avvicinarti a livelli più chiari senza chimica aggressiva.
Contatta il salone per prenotare la tua consulenza: porta una foto dei tuoi capelli attuali e descrivi il risultato che desideri. Il team di Parrucchieretintenaturali Organic Milano ti guiderà verso la scelta più adatta al tuo colore naturale, al tuo sottotono e alla salute dei tuoi capelli.
Fonti e approfondimenti consigliati
- L’Oréal Professionnel: scala dei livelli e codifica dei riflessi
- Monook: le numerazioni delle tinte per capelli
- Goggi Beauty: guida alla numerazione dei colori
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